Truffe online · 2023-04-27
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Il questo articolo voglio spiegarti il caso di un nostro assistito, il quale si rivolgeva agli avvocati dello studio legale internazionale Avvocato Penalista H24, in quanto riteneva di essere vittima di una truffa crypto con la quale gli era stato illecitamente sottratto il considerevole importo di circa 20.000 euro.
L’uomo, infatti, ci riferiva di essere stato contattato da una persona straniera che, tuttavia, parlava perfettamente la lingua italiana, la quale gli proponeva la possibilità di ottenere ingenti guadagni attraverso il trading online di criptovalute.
In questo caso il nostro assistito, dopo aver dimostrato un’iniziale diffidenza, si convinceva della bontà dell’investimento, decidendo di investire prima una piccola somma di denaro, salvo poi arrivare ad investire delle somme sempre più elevate, fino ad arrivare a dare al finto broker oltre 20.000 euro.
Il falso broker, in questo caso, al fine di dimostrare la bontà dell’investimento ed il fatto che il nostro assistito stesse realmente ottenendo dei guadagni da detta attività, gli inviava anche un pagamento per l’importo di 5.000 euro, somma questa che serviva proprio ad indurre in errore il nostro assistito, al fine di fargli investire sempre più soldi.
Infatti, una volta percepita l’impossibilità di ottenere degli investimenti per importi maggiori, così come spesso accade nelle truffe online, il finto broker spariva dalla scena lasciando il nostro assistito nella totale disperazione.
Come ti dicevo, quando il nostro assistito si rivolgeva ai professionisti di Avvocato Penalista H24 era assolutamente disperato, temendo di aver perso per sempre i propri soldi e di non poter essere in grado di rinvenire il falso broker che glieli aveva sottratti. Avendo quindi la necessità di avere un avvocato con specifica esperienza per i casi di truffa online.
Quei soldi, infatti, gli servivano per portare avanti la propria attività imprenditoriale e si sentiva in forte imbarazzo a parlarne anche con la propria famiglia, temendo il giudizio negativo dei propri cari e dei propri conoscenti.
In questo caso, quindi, aveva necessità di ottenere un aiuto immediato per poter recuperare i propri soldi; nello specifico ci richiedeva un aiuto sia per poter fare una denuncia contro il falso broker, sia per poter fare una specifica attività di indagine contro lo stesso, al fine di rinvenire ogni informazione utile in relazione alla individuazione del falso broker ed al rinvenimento dei propri capitali.
Lo stesso, infatti, aveva intrattenuto rapporti costanti con il falso broker per il tramite dell’applicativo di messaggistica istantanea Whatsapp, avendo conservato vari messaggi dai quali si potevano trarre dei fondamentali indizi per risalire all’identità del falso broker.
Se vuoi avere delle informazioni maggiori sui vari casi di truffa crypto e come fare a riconoscere una truffa, ti consiglio di leggere questo articolo nel quale ti spiego nel dettaglio come riconoscere una truffa online.
Il caso del nostro assistito, nello specifico, veniva seguito dall’avvocato Ismaele Brancaccio, il quale si occupava di redigere la querela e di fare l’attività investigativa nell’interesse del nostro assistito.
Se vuoi avere maggiori informazioni su tutti i professionisti dello studio legale internazionale Avvocato penalista H24 e conoscere le loro specifiche competenze ti invito a leggere questo articolo.
Così come ti dicevo in precedenza, una volta entrati in possesso di tutta la documentazione che ci consegnava il nostro assistito, procedevamo immediatamente ad effettuare ogni possibile indagine finalizzata all’individuazione del finto broker.
Infatti, lo stesso, inviando svariati messaggi per il tramite dell’applicativo Whatsapp al nostro assistito, aveva lasciato delle tracce indelebili dalle quali riuscivamo a risalire a degli spunti investigativi molto interessanti per la possibile individuazione del falso broker.
Inoltre, l’attività investigativa si incentrava finanche sui pagamenti che aveva fatto e ricevuto il nostro assistito dal finto broker, dal momento che, così come ti ho detto in precedenza, il finto broker, al fine di indurre il nostro assistito ad investire delle cifre sempre più alte, gli inviava un pagamento al per l’importo di 5.000 euro, facendo quindi percepire allo stesso di stare ottenendo dei reali guadagni.
Se vuoi avere maggiori informazioni sul tema delle investigazioni per truffa crypto ti consiglio di leggere il nostro articolo in merito alle investigazioni per truffa online nel quale ti spiego nel dettaglio in cosa consiste questa attività.
In ogni caso, così come ti dicevo in precedenza, attraverso delle attività investigative mirate, riuscivamo a risalire a fondamentali indizi per l’individuazione del finto broker, attività questa che si è rilevata successivamente di fondamentale importanza per le forze dell’ordine.
Una volta individuati questi fondamentali indizi, e percepita l’assoluta urgenza del nostro assistito per il recupero dei soldi, procedevamo immediatamente a formalizzare una denuncia/querela nei confronti del finto broker, allegando alla stessa tutta la documentazione in nostro possesso, nonché le indagini difensive che avevamo effettuato nell’interesse del nostro assistito.
Con la denuncia, quindi, mettevamo in rilievo la sussistenza di reati molto gravi tra cui, nello specifico, il delitto di truffa aggravata, punito ai sensi dell’articolo 640 del codice penale, nonché il delitto di cd. autoriciclaggio, delitto questo punito ai sensi dell’articolo 648 ter del codice penale con la pena della reclusione da 2 a 8 anni e la multa da 5.000 a 25.000 euro.
Se vuoi avere maggiori informazioni su come fare una denuncia per una truffa crypto ti consiglio di vedere questo video nel quale ti spiego nel dettaglio come fare denuncia per una truffa online.
La denuncia, nello specifico, così come potrai vedere dalle immagini che ti allego, veniva depositata direttamente dall’avvocato Ismaele Brancaccio.

Una volta depositata la denuncia, quindi, sulla base di tutte le indicazioni fornite nell’atto di denuncia, cominciava l’attività di indagine delle forze dell’ordine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Macerata.
Infatti, devi sapere che tutta l’attività investigativa successiva è stata fatta direttamente dalle forze dell’ordine le quali, chiaramente, hanno utilizzato tutti gli elementi riportati in denuncia per poter risalire al falso broker e poter recuperare i soldi del nostro assistito.
Da questo punto di vista, infatti, le indagini difensive effettuate ancor prima del deposito della denuncia sono risultate di fondamentale importanza per l’individuazione immediata del finto broker il quale, nello specifico, era un cittadino della Repubblica Popolare Cinese da molti anni residente in Italia.
Una volta concluse le indagini, quindi, e riscontrato il fatto che realmente fosse stata posta in essere una truffa crypto ai danni del nostro assistito, il Pubblico Ministero decideva di formulare una richiesta di rinvio a giudizio ai danni del finto broker.
Ti allego, in seguito, le immagini dalle quali puoi riscontrare il provvedimento di rinvio a giudizio nei confronti del cittadino Cinese che vede in qualità di persona offesa il nostro assistito.

Così come ti dicevo in precedenza, nella stessa denuncia/querela mettevamo in risalto la sussistenza di delitti ben più gravi della sola truffa crypto, rappresentando finanche la sussistenza del delitto di autoriciclaggio, avendo questa persona utilizzato i proventi della truffa crypto per poter autofinanziare una propria attività imprenditoriale in Italia.
Inoltre, la Procura della Repubblica riteneva sussistente anche la circostanza aggravante prevista dall’art. 62 comma 1 numero 7 del codice penale, ovvero quella di aver arrecato alla persona offesa, in relazione ad un delitto contro il patrimonio, un danno economico di rilevante entità.
Questo è il capo di imputazione, così potrai comprendere la reale gravità delle condotte poste in essere dal finto broker.

In questo caso, così come appare evidente, il finto broker non è riuscito a farla franca, venendo sottoposto a processo per reati di assoluta gravità.
Ebbene, così come ti ho detto nelle premesse, ti spiego adesso come siamo riusciti ad ottenere, sino ad oggi, la restituzione parziale delle somme illecitamente sottratte al nostro assistito.
Infatti, una volta che lo stesso veniva sottoposto a procedimento penale, per il quale nominava un difensore di fiducia, ci mettevamo immediatamente in contatto con quest’ultimo, al fine di verificare la disponibilità del finto trader a procedere al risarcimento del danno, evitando in tal modo al nostro assistito l'ulteriore costo di doversi costituire parte civile nel procedimento penale.
In questo caso, quindi, una volta riscontrata la disponibilità a trovare un accordo, predisponevamo immediatamente la documentazione al fine di mettere nero su bianco un accordo transattivo con il quale, immediatamente, il nostro assistito avrebbe ottenuto il risarcimento di parte della somma di denaro che gli era stata illecitamente sottratta.
Inoltre, chiaramente, le ulteriori somme di denaro (comprensive del risarcimento del danno subito) gli verranno corrisposte sulla base di scadenze temporali fissate nei termini dell’accordo.
In questo caso, quindi, a fronte della truffa crypto patita, il nostro assistito è già riuscito a ottenere parte del risarcimento del danno, avendo delle (quasi sicure) possibilità di ottenere la restituzione di tutto il patrimonio che gli era stato illecitamente sottratto con la truffa crypto.
Non potete immaginare la gioia e l’incredulità del nostro assistito allorquando è venuto a conoscenza dell’arresto del falso trader ed ha ottenuto parte del risarcimento del danno in seguito all’accordo cui siamo addivenuti.
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