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Scarcerazione incendio doloso. Accolta la tesi della difesa sulla insussistenza delle esigenze cautelari

Reati contro il patrimonio · 2021-09-17

Un nostro assistito era stato arrestato in Italia, e condotto in carcere dalla Polizia, in quanto destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per avere dolosamente incendiato una casa vacanze nella quale soggiornava assieme alla propria famiglia. L’uomo si è rivolto a noi per riuscire ad ottenere la scarcerazione dopo l'accusa di incendio doloso.

Quale è stata la strategia difensiva che ci ha permesso di ottenere la scarcerazione del nostro assistito? Te la spiego in questo articolo. Ma prima procediamo con ordine e capiamo quali sono state le ragioni che hanno portato il Tribunale per il Riesame a scarcerare il nostro assistito.

Indice dei contenuti

Il reato contestato al nostro assistito

Il nostro assistito veniva accusato di aver appiccato dolosamente un incendio all’interno di una casa vacanze nella penisola Sorrentina, nella quale soggiornava con tutta la propria famiglia.

Secondo la prospettazione fornita dall’uomo agli inquirenti, avrebbe appiccato l’incendio in quanto si trovava sotto l’effetto dell’alcool, dandosi alla fuga una volta avuta la reale percezione del grave errore commesso.

L’accusa prospettata dal Pubblico Ministero nei confronti dell’uomo era quella del delitto di incendio doloso, prevista dall’articolo 423 del codice penale, norma questa con la quale: “Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni”.

Queste sono le immagini della casa vacanze acquisite dalla Polizia Giudiziaria in seguito all’incendio.

Questo era il capo di imputazione contestato al nostro assistito.

Si è trattato di un caso che, sin da subito, ha destato notevole interesse mediatico, essendo stata riportata la notizia dell’arresto del nostro assistito sulla maggior parte delle testate giornalistiche nazionali.

Se vuoi avere, infatti, maggiori informazioni su cosa è successo ti invito a leggere questi articoli del quotidiano La Repubblica, del quotidiano Il Mattino, e del notiziario Fanpage, nei quali vengono descritti nel dettaglio i fatti e le circostanze che hanno portato all’arresto del nostro assistito.

L’uomo si è rivolto a noi cercando un avvocato per ottenere la scarcerazione dopo essere stato arrestato per incendio doloso, avendo riscontrato la specifica competenza del nostro studio legale in questo tipo di processi e volendo, inoltre, un avvocato che parlasse specificamente la lingua inglese, così da poter comunicare liberamente con il proprio difensore, spiegare le ragioni che lo avevano portato a quel gesto e studiare la migliore strategia difensiva per ottenere la scarcerazione. Se vuoi avere maggiori informazioni su chi siamo e cosa facciamo, clicca qui, ti spiego nel dettaglio di cosa si occupa il nostro studio legale.

La linea difensiva seguita dal nostro studio legale

Come ti dicevo, in seguito all’arresto, il nostro assistito veniva condotto in carcere, avendo applicato il Giudice per le indagini preliminari la misura della custodia cautelare in carcere, trattandosi comunque di un reato molto grave (l’incendio doloso è punito con la pena della reclusione da 3 a 7 anni) ed essendoci il concreto rischio che, qualora lasciato in libertà, trattandosi comunque di un cittadino straniero venuto in Italia soltanto per le vacanze estive, questo si desse alla fuga.

Il primo passo per ottenere la scarcerazione nonostante l'incendio doloso è stato quindi quello di formulare la richiesta di riesame contro la misura cautelare, essendo sicuramente la custodia cautelare in carcere una misura troppo grave rispetto ai fatti commessi ed alla personalità del nostro assistito.

Se vuoi sapere quando è possibile effettuare una richiesta di riesame contro un provvedimento cautelare ti invito a leggere questo articolo, nel quale ti spiego nel dettaglio quando è possibile effettuare una richiesta di riesame e quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi.

In seguito alla richiesta avanzata dalla difesa, quindi, veniva fissata udienza innanzi al Tribunale per il Riesame di Napoli, nella quale si doveva decidere in merito alla libertà del nostro assistito durante il procedimento penale che dovrà tenersi in Italia.

L’udienza e la strategia difensiva del nostro studio legale

Nel corso dell’udienza tenutasi innanzi al tribunale per il Riesame di Napoli, il nostro studio legale (attraverso la difesa dell’Avv. Vincenzo Ezio Esposito) disponeva una strategia difensiva finalizzata alla pronta scarcerazione del nostro assistito.

La strategia messa a punto dal nostro team di professionisti era quella di far notare ai Giudici del Tribunale di Napoli la scarsa attitudine criminale mostrata da questa persona nell’arco dell’intera vita, indirizzando pertanto la linea difensiva verso la dimostrazione della completa inesistenza di esigenze cautelari che potessero giustificare la detenzione in carcere dell’uomo.

In questo caso, la richiesta era fondata su di una serie di elementi finalizzati a dimostrare che il carcere non fosse affatto necessario nel caso del nostro assistito e precisamente perché:

In base a quanto evidenziato in più riprese dalla difesa ai Giudici, il carcere deve essere sempre considerato una misura cautelare “estrema”, riservata soltanto a pericolosi criminali, essendo comunque obbligo del Tribunale quello di verificare se le esigenze cautelari possano essere comunque garantite attraverso l’applicazione di una misura cautelare meno grave rispetto a quella del carcere.

A parere dei nostri avvocati, infatti, non essendoci alcun rischio che, in caso di liberazione, questa persona potesse commettere altri reati, la detenzione in carcere non era affatto la misura cautelare migliore attraverso la quale garantire le esigenze cautelari, sacrificando infatti completamente questa misura la libertà della persona, puntando quindi ad ottenere la scarcerazione incendio doloso del nostro assistito.

La decisione del Tribunale sulla scarcerazione in favore dell'assistito

Dopo la discussione della difesa nell’udienza tenutasi innanzi al Tribunale per il Riesame di Napoli, la persona arrestata ha atteso speranzosa in carcere l’esito della decisione.

Ebbene, grazie all'incessante lavoro degli avvocati del team di Avvocato Penalista H24 il Tribunale di Napoli ha deciso di scarcerare immediatamente il nostro assistito consentendogli di lasciare il carcere e raggiungere finalmente la propria famiglia che lo attendeva all’estero, non applicando nei confronti dello stesso alcuna misura cautelare.

La decisione assunta dal Tribunale per il Riesame, infatti, ha completamente ribaltato la situazione a favore del nostro assistito, il quale è passato dal dover affrontare un delicato procedimento penale da detenuto in un carcere Italiano, lontano dai propri cari, al poter riabbracciare i propri familiari all’estero, affrontando il procedimento penale con maggiore serenità

Con sua grande soddisfazione, l’uomo è riuscito subito a riabbracciare la sua famiglia: non dovrà attendere in carcere il processo penale che dovrà tenersi in Italia, nel quale potrà finalmente difendersi da uomo libero dalle accuse mosse nei suoi confronti per il delitto di incendio doloso.

Perché rivolgersi ad un avvocato esperto in scarcerazione in caso di reato di incendio doloso?

Come avrai potuto comprendere, quella trattata, inerente la fase cautelare della condanna, è una materia particolarmente complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono.

È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad un Avvocato competente in materia di scarcerazione per incendio doloso, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

Abbiamo già affrontato e risolto diversi processi in tema esigenze cautelari, riuscendo ad ottenere la scarcerazione di nostri assistiti con grande grado di soddisfazione degli stessi.

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Domande frequenti

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Sì, siamo reperibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, anche di notte e nei giorni festivi.

È possibile intervenire già nelle indagini preliminari?

Sì, ed è spesso decisivo: intervenire subito consente di impostare correttamente la strategia difensiva.

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