Reati contro il patrimonio · 2021-03-22
In questo articolo voglio raccontarti di un caso che abbiamo affrontato in cui un nostro assistito è stato arrestato e posto in carcere poiché ritenuto essere tra gli ideatori ed organizzatori della truffe realizzate dalla società Nidalina Group, la quale – attraverso un ordito programma di Schema Ponzi – avrebbe truffato migliaia di risparmiatori.
Come è andata a finire? Ti invito a leggere quest’articolo.
Indice dei contenuti
Al nostro assistito, come detto, veniva attribuita la condotta di ‘organizzatore’ nell’ambito dell’associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di uno ‘Schema Ponzi’ attraverso il quale venivano truffati ignari risparmiatori.
Infatti, attraverso le società del gruppo ‘Nidalina’ e ‘Comelet’, gli indagati avrebbero – secondo l’accusa del PM – raccolto denaro (per milioni di euro) di migliaia di persone promettendo loro di investirlo al fine di percepire e dividere gli interessi maturati dai relativi investimenti.
Il denaro raccolto, in realtà, non veniva realmente investito secondo quanto prospettato dall’accusa. Tesi questa accolta dal Gip presso il Tribunale di Monza che ha disposto l'arresto di 8 persone.
La notizia è stata riportata dalle più grandi testate giornalistiche nazionali:
Lo Schema Ponzi è un modello economico di vendita truffaldino ideato da Charles Ponzi (1882-1949), che promette forti guadagni ai primi investitori, a discapito di nuovi "investitori", a loro volta vittime della truffa.
Ecco sinteticamente riassunto lo ‘Schema Ponzi’ (fonte Wikipedia).
Il Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Monza, in ragione delle truffe che sarebbero state perpetrate, ha disposto la carcerazione del nostro assistito (unitamente ad altre 8 persone) ritenendo valida ed affidabile la ricostruzione operata dalla Pubblica Accusa.
Ha dunque successivamente fissato un interrogatorio di garanzia al fine di ascoltare il nostro assistito per concedergli la facoltà di rendere delle dichiarazioni e spiegare la sua versione dei fatti.
L’interrogatorio di garanzia, infatti, è finalizzata a porre in contatto la persona arrestata con il Giudice che lo ha fatto arrestare al fine di meglio chiarire la sua posizione e spiegare come sono andati i fatti.

La strategia difensiva promossa dall’Avvocato Vincenzo Ezio Esposito dello studio legale Avvocato Penalista H24 si è incentrata tutta sulla dimostrazione del fatto che il proprio assistito non aveva consapevolezza di come fossero gestiti i soldi degli ignari risparmiatori.
Difettava, a nostro avviso, l’elemento soggettivo del reato ovverosia la volontà – da parte del nostro assistito – di voler effettivamente truffare migliaia di persone.
A tal fine la difesa dell'Avvocato Esposito (coadiuvato dal team di professionisti dello Studio Legale) ha raccolto tutta la documentazione utile necessaria per dimostrare che effettivamente il suo assistito fosse all'oscuro di tutto e che non avesse partecipato ad alcuna associazione per delinquere.
Di fondamentale importanza sono state delle mail recuperate dell'account di posta elettronica dell'arrestato in cui dalle conversazioni effettivamente si rendeva palese che il proprio assistito non gestisse il denaro raccolto attraverso importanti campagne di marketing e comunicazione finalizzate alla raccolta di ingenti capitali che – secondo l’accusa formulata – non furono mai investiti.
All’interno del carcere c’è stato dunque l’interrogatorio di garanzia dove l’assistito, unitamente al difensore di fiducia, ha spiegato come effettivamente si svolsero i fatti e quale fosse il suo reale ruolo all’interno della compagine aziendale denominata ‘Nidalina Group’.
L’interrogatorio è stato estenuante ed è durato diverse ore in quanto i Magistrati (Giudice e Pubblico Ministero) hanno giustamente cercato di approfondire il discorso e capire se effettivamente il nostro assistito fosse all’oscuro di tutto.
Orbene, la documentazione fornita dalla difesa non lasciava adito a dubbi ed escludeva che il proprio assistito potesse aver avuto l’intenzione di truffare migliaia di persone ed intascare ingenti guadagni.
Dopo l’interrogatorio fiume, alla luce delle dichiarazioni fornite nonché dalla pertinente ed incontrovertibile documentazione depositata agli atti, l'Avv. Vincenzo Ezio Esposito ha invocato a gran voce la scarcerazione del proprio assistito ritenendo che la sua posizione nel procedimento penale fosse ridimensionata rispetto all'accusa formulata dalla Procura della Repubblica istituita presso il Tribunale di Monza e che quindi non era giusto mantenerlo in carcere.
Il difensore ha argomentato che il carcere rappresentava, nel caso del proprio assistito, una misura troppo grave che andava certamente sostituita alla luce della infondatezza dell'accusa o quanto meno alla luce dei chiarimenti forniti.
Il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto di accogliere la richiesta difensiva ed ha scarcerato l'assistito disponendo il divieto di espatrio.

La soddisfazione è stata immensa. Il nostro assistito era incredulo! Dopo solo 5 giorni di carcere ha potuto riabbracciare la sua famiglia ed è dunque tornato a casa.
Con il nostro assistito fuori dal carcere, abbiamo tutto il tempo e le modalità per preparare un difesa adeguata e dimostrare la sua più che totale estraneità ai fatti delittuosi che gli vengono contestati dalla Pubblica Accusa.
Possiamo serenamente affrontare il procedimento che lo vede coinvolto e spiegare nel dettaglio – se mai ancora ce ne fosse bisogno – la sua posizione chiarendo e sciogliendo ogni singolo dubbio.
In caso di arresto di una persona la prima cosa che bisogna fare è essere veloci nel preparare la strategia difensiva più adeguata nel caso di specie al fine di ottenere la pronta scarcerazione del detenuto.
Come avrai potuto comprendere, quella trattata è una materia complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono. La libertà di una persona è infatti il bene più prezioso che una persona possiede.
È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad un avvocato competente, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.

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Dipende dalla contestazione specifica e dagli elementi raccolti. Una difesa tempestiva e tecnica è essenziale per tutelare la posizione dell'assistito.
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