Estradizione e MAE · 2021-10-08
In questo articolo voglio spiegarti come abbiamo ottenuto un risultato favorevole per un nostro assistito per un mandato di arresto europeo precisamente emesso dalla Romania: il nostro obiettivo era quello di fargli scontare la pena in Italia.
Innanzitutto, se anche tu ti trovi nella stessa situazione – ovvero sei stato colpito da mandato di cattura internazionale o mandato di arresto europeo – puoi rivolgerti al nostro studio legale di avvocati penalisti internazionali; abbiamo trattato diversi casi del genere e spesso li abbiamo risolti con la grande soddisfazione dei nostri clienti.
Leggi qui l’articolo su ‘Cosa fare in caso di arresto per mandato di cattura internazionale’.
Ed allora, se vuoi sapere come abbiamo risolto il problema del nostro cliente arrestato per aver commesso dei reati all’estero, ti suggerisco vivamente di leggere quest’articolo.
Indice dei contenuti
L’uomo era stato arrestato perché in Romania aveva commesso diversi reati: in particolare si era reso colpevole di svariati episodi di guida senza patente e di una grossa evasione fiscale.
Era stato sottoposto a processo in Romania ed aveva riportato una condanna alla reclusione di anni 3 mesi 5.
Dopo la condanna, le Forze dell’Ordine rumene hanno dato esecuzione al mandato di cattura del nostro assistito al fine di arrestarlo per condurlo in carcere in una nelle carceri rumene.
L’uomo però non era più presente in Romania: da tempo era residente in Italia e, proprio perché non rinvenuto sul territorio di quello Stato, è stato diramato il mandato di cattura europeo al fine di rintracciarlo su tutto il territorio continentale.
Se non sai cosa sia il mandato di arresto europeo, ti invito a leggere l’articolo dedicato cliccando qui, così che tu possa ottenere maggiori informazioni su tutta quanto la legge che prevede il mandato di arresto europeo.
Una volta diramato l’ordine di cattura europeo, l’uomo veniva rintracciato in Italia (precisamente a Roma) e dunque arrestato dalle Forze di Polizia Italiane.
Dopo l’arresto, la procedura sul MAE (Mandato di Arresto Europeo) prevede la cosiddetta udienza di convalida dell’arresto per verificare se l’arresto è stato eseguito legittimamente e se sono stati rispettati tutti i diritti della persona.
Parte dunque la procedura in Italia (davanti alla Corte di Appello del luogo in cui l’arrestato è stato fermato) al fine di stabilire se – in virtù del mandato di arresto europeo – l’uomo doveva essere consegnato alle Autorità Romene per l'esecuzione – in Romania – della pena di condanna ad anni 3 e mesi cinque di reclusione per guida senza patente ed evasione fiscale.
Molto spesso, per tutta la durata della procedura avente ad oggetto la decisione sulla consegna allo Stato estero, la persona resta in carcere oppure ad esempio agli arresti domiciliari. Ciò per scongiurare il pericolo che possa darsi alla fuga e dunque restare impunito.
Nel nostro caso, però, siamo riusciti anche a far scarcerare il nostro assistito dimostrando che non vi fosse alcun pericolo di fuga.
Se vuoi sapere più nel dettaglio quali sono state le nostre mosse per ottenere immediatamente la scarcerazione del nostro assistito dopo che lo stesso è stato arrestato per mandato di arresto dalla Romania, ti invito a leggere qui l’articolo dedicato affinché tu possa avere tutte le informazioni del caso.
Ottenuta la scarcerazione del nostro assistito dopo l’udienza di convalida, il procedimento certamente non si ferma in quanto occorre stabilire – come prima ti ho anticipato – se la persona dovrà oppure no essere consegnata alle autorità romene per scontare la pena a cui è stato condannato in Romania.
Quindi unitamente al nostro assistito abbiamo deciso la nostra strategia di difesa: il nostro unico obiettivo era quello di evitare la consegna in Romania per delle semplici ragioni che adesso ti spiego.
Il nostro assistito vive da anni in Italia: qui ha tutta la sua famiglia ed il suo lavoro. Andare in Romania per scontare una pena ad anni 3 mesi 5 di reclusione avrebbe significato interrompere tutti i rapporti ed i legami costruiti nel corso degli anni nel nostro territorio oltre a dover abbandonare la sua famiglia.
L’uomo sa di aver sbagliato ed è giusto che paghi il suo debito con la giustizia ma allo stesso tempo non voleva lasciare la sua famiglia ed allora dovevamo trovare una soluzione che potesse rassicurarlo.
E la soluzione, con sua grande soddisfazione, è stata trovata!
Quale? Continua a leggere l’articolo così ti spiego come abbiamo risolto il grande problema che affliggeva il nostro assistito.
La strategia di difesa è stata quella di trovare un modo per far scontare in Italia la pena a cui il nostro assistito era stato condannato per i reati commessi in Romania e, ciò, al fine di evitare la consegna nel suo paese di origine ed abbandonare la propria famiglia.
Ed allora, dopo uno studio incessante del caso, siamo riusciti a trovare la soluzione che ci avrebbe consentito di evitare la consegna!!!
Abbiamo dunque raccolto una serie di documenti e testimonianze finalizzate a dimostrare che il nostro assistito doveva sì scontare la pena ma avrebbe potuto farlo in Italia grazie alla legge che prevede il riconoscimento in Italia delle sentenze straniere.
Sono state due le disposizioni normative che abbiamo utilizzato per arrivare ad ottenere il risultato tanto sperato dal nostro assistito: il primo passo era quello di far rifiutare la consegna e, quello immediatamente successivo, far sì che il nostro assistito potesse scontare la pena in Italia e non lasciare la sua famiglia.
Le due norme dovevano necessariamente essere applicate insieme.
Procediamo con ordine.
La prima norma è quella prevista dall’art. 18bis comma 2° della Legge n. 69 del 2005 sul mandato di arresto europeo.
Secondo quanto previsto dal citato articolo,
<<Quando il mandato di arresto europeo é stato emesso ai fini della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale, la corte di appello può rifiutare la consegna della persona ricercata che sia cittadino italiano o cittadino di altro Stato membro dell'Unione europea legittimamente ed effettivamente residente o dimorante nel territorio italiano da almeno cinque anni, sempre che disponga che tale pena o misura di sicurezza sia eseguita in Italia conformemente al suo diritto interno>>.
Ed allora, come sopra detto, il nostro studio ha raccolto numerosi documenti per dimostrare alla Corte di Appello che il nostro assistito:
Non avrebbe avuto senso alcuno fargli scontare la pena in Romania e, siccome la legge prevede la possibilità di rifiutare la consegna della persona arrestata affinché la stessa possa – attraverso il riconoscimento della decisione di condanna – scontare la pena nel paese dove ‘effettivamente’ ella risiede, non abbiamo esitato a percorrere questa tesi difensiva.
Dunque, connesso all’art. 18bis comma 2° della legge 69 del 2005, è il decreto legislativo 161 del 2010 in tema di riconoscimento in Italia delle sentenze emesse all’estero.
Questa seconda legge, infatti, prevede che le pene subite all’estero possono essere riconosciute e scontate in Italia secondo la nostra normativa nazionale: infatti, una volta riconosciuta la sentenza estera, la pena con essa subita, si comporta a tutti gli effetti come se fosse una pena subita per un reato commesso in Italia.
Si può dunque accedere ai benefici penitenziari ed alle misure alternative alla detenzione (se non sai cosa sono ti suggerisco di leggere qui l’articolo dedicato sul nostro sito).
Dunque, la nostra tesi difensiva, è stata accolta dalla Corte di Appello di Roma? Te lo dico nel paragrafo seguente.
Dopo uno studio incessante del caso del nostro assistito, la produzione di tantissimi documenti a supporto della nostra tesi, la Corte di Appello di Roma ci ha dato ragione!!!
Eccoti la dimostrazione

I giudici della Corte di Appello hanno deciso proprio sulla base della normativa che abbiamo citato.

Grazie al nostro decisivo contributo siamo riusciti ad ottenere un grande risultato nonché la soddisfazione del nostro cliente che per nessuna ragione al mondo avrebbe voluto lasciare la sua famiglia in Italia per scontare la pena in Romania che aveva subito per guida senza patente ed evasione fiscale.
Ti allego di sotto proprio la parte della decisione che ha accolto tutte le nostre richieste.

La Corte di Appello ha dunque deciso – così come da noi richiesto – di:
Il grado di soddisfazione del nostro assistito è stato massimo: la notizia di poter restare in Italia, non lasciare la sua famiglia ed il suo lavoro è stata una delle più belle della sua vita ed a noi ha riempito il cuore orgoglio.
Inoltre non è detto che il nostro assistito debba patire la sua condanna in carcere: infatti, come prima ti ho anticipato, è possibile che venga lui concessa una misura alternativa alla detenzione e, dunque, evitare il carcere.
Come avrai potuto comprendere, quella trattata è una materia complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali che non tutti gli avvocati posseggono.
È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad uno Avvocato competente in Mandato di Arresto Europeo, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.
Abbiamo trattato e risolto diversi casi in tema di Mandati di Cattura internazionale
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Sì. La legge prevede diversi motivi di rifiuto della consegna, da valutare caso per caso con una difesa impostata da subito.
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