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Imputato per Simulazione di Reato: Assoluzione per un nostro assistito

Reati contro la P.A. · 2021-02-19

Un assistito del nostro studio legale Avvocato Penalista H24 era stato accusato di simulazione di reato: nella sostanza aveva – secondo la tesi dell’accusa – falsamente denunciato il verificarsi di sinistro stradale mai avvenuto

Vi riporto di seguito il capo d’imputazione per simulazione di reato formulato dalla Pubblica Accusa.

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Indice dei contenuti

La simulazione di reato prevista dall’art. 367 del codice penale

Secondo quanto previsto dal codice penale all’articolo 367:

Chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all'Autorità giudiziaria o ad un'altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, afferma falsamente essere avvenuto un reato, ovvero simula le tracce di un reato, in modo che si possa iniziare un procedimento penale per accertarlo, è punito con la reclusione da uno a tre anni.

Dunque, se una persona denuncia falsamente di essere avvenuto un reato, è punito con la pena della reclusione fino a tre anni.

Il delitto di simulazione di reato è configurabile quando la condotta è idonea a determinare il pericolo che venga – inutilmente – iniziato un procedimento penale.

Quindi, se il contenuto della denuncia appare palesemente inverosimile ovvero la complessiva situazione di fatto consente di escludere la necessità di svolgere delle indagini sul reato denunciato, si avvieranno le indagini non per accertare il reato denunciato ma proprio per verificare la veridicità della stessa denuncia (Cass. Sez. 6, sent. n. 4983 del 03/12/ 2009, Nuzzolese, Rv. 246077; Sez. 6, sent. n. 20045 del 05/03/2009, Albani, Rv. 244263).

Infatti, come sopra anticipato, ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 367 cod. pen., è necessario che la falsa denuncia di reato determini l'astratta possibilità di un'attività degli organi inquirenti diretta all'accertamento del reato denunciato, conseguendone l'insussistenza dell'illecito penale quando essa, per la sua intrinseca inverosimiglianza o per il modo della sua proposizione o per l'atteggiamento tenuto dal denunciante, susciti l'immediata incredulità ed il sospetto degli organi che la ricevono, che si determinano al compimento di indagini al solo fine di stabilirne la veridicità e non già per accertare i fatti denunciati (Sez. 6, sent. n. 28018 dei 26/06/2009, Casaletti, Rv. 244397).

In altri termini, quando si denuncia un fatto falso, le forze dell’ordine non andranno ad accertare se si è verificato oppure no il reato che avete denunciato, ma si limiteranno ad accertare la falsità della vostra denuncia ed eventualmente sarete sottoposti a procedimento penale per simulazione di reato come avvenuto per il nostro assistito.

La condotta di simulazione di reato contestata

Come riportato nel capo d’imputazione, il nostro assistito aveva – secondo la Procura della Repubblica – denunciato falsamente di essere stato investito.

La Polizia Giudiziaria, all’atto della raccolta delle dichiarazioni confluite nella denuncia, non ha creduto alla versione dei fatti ed è subito partita una indagine penale per accertare la falsità di quanto narrato dal nostro assistito.

Sono stati dunque acquisiti i tabulati telefonici dell’utenza di telefonia mobile in uso all’indagato i quali, secondo la Pubblica Accusa, rivelano la falsità della denuncia poiché dagli stessi potuta ipotizzarsi l’assenza del nostro assistito dai luoghi dell’incidente nella data e negli orari compatibili con il sinistro denunciato.

La tesi dell’Avvocato per simulazione di reato

La difesa del nostro assistito, veniva assunta dall’Avvocato Vincenzo Ezio Esposito

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il quale ha sostenuto in udienza che non potesse essere raggiunta la prova piena della colpevolezza dell’imputato ‘al di là di ogni ragionevole dubbio’ in quanto non poteva essere dimostrato che il sinistro denunciato non mai storicamente avvenuto.

Infatti, i tabulati telefonici – che secondo l’accusa dimostravano che l’imputato non fosse presente sul luogo del sinistro nella data e negli orari compatibili con il sinistro denunciato – non potevano essere da soli sufficienti a fondare un giudizio di condanna rispettoso del canone di giudizio compendiato nella formula della colpevolezza basata sull’accertamento dell’oltre ogni ragionevole dubbio.

La sentenza di assoluzione per simulazione di reato

Il Giudice Monocratico ha accolto in pieno la tesi dell'Avvocato per simulazione di reato dello Studio Legale Avvocato Penalista H24 assolvendo l’imputato con formula piena ai sensi e per gli effetti dell’art. 530 del codice di procedura penale.

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Infatti, secondo quanto accertato dall’istruttoria dibattimentale non vi erano prove che potessero confermare la tesi dell’accusa e dunque affermare che il sinistro fosse stato falsamente denunciato.

In primo luogo poiché i tabulati telefonici non potevano dimostrarlo ed inoltre, in secondo luogo l’assenza – sul luogo del sinistro – di un sistema di videosorveglianza non poteva confermare la tesi dell’accusa e dunque non poteva pervenirsi all’affermazione di penale responsabilità dell’imputato.

Il nostro assistito – con sua grande soddisfazione – veniva dunque assolto dal reato a lui contestato.

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