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L'estradizione non può essere concessa in caso di rischio di violazione dei diritti umani

Estradizione e MAE · 2020-09-09

Sei stato arrestato in Italia e non vuoi essere estradato perché temi che possano essere violati i tuoi diritti fondamentali? Cerchi un avvocato che si occupi nello specifico di estradizione violazione diritti umani? Vuoi ricevere assistenza o consulenza legale in materia di estradizione? Puoi rivolgerti ad Avvocato Penalista H24 che ti affiancherà un avvocato esperto e specializzato in materia di estradizione in violazione dei diritti umani e, in generale, un avvocato con specifica competenza in materia di estradizione e di diritto internazionale.

Il caso affrontato dalla Corte di Appello di Roma nella recente Sentenza numero 53/2020 riguarda la richiesta di estradizione passiva avanzata dal Governo delle Filippine all’Italia nei confronti di un soggetto imputato nelle Filippine per il reato di omicidio volontario, arrestato a Roma ed assistito dal nostro studio legale.

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In questo caso il principale elemento evidenziato dalla difesa alla Corte di Appello di Roma faceva riferimento proprio al fatto che non vi fossero le condizioni per estradare questa persona verso le Filippine dal momento che erano evidenti rischi che, in caso di consegna allo stato estero, si sarebbe verificata una chiara violazione dei diritti umani del detenuto e pertanto ci si trovava di fronte ad un caso di estradizione in caso di rischio di violazione dei diritti umani.

A sostegno di tale tesi la difesa ha allegato numerose fotografie raccolte da riviste giuridiche internazionali che mostravano in maniera evidente le gravi condizioni di vita dei detenuti nelle carceri delle Filippine, oltre che diversi articoli di organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, nei quali veniva riportato chiaramente come in numerosissimi casi, all'interno delle carceri nelle Filippine, si erano consumate delle vere e proprie violazioni dei diritti umani.

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È possibile negare l'estradizione anche per casi di reati gravi come un omicidio volontario?

La risposta a questa domanda, così come confermato nell'ordinanza della Corte di Appello di Roma, non può che essere: SI!

Devi sapere che il significato di estradizione trova fondamento proprio nella parola latina “ex-traditio” che letteralmente viene tradotto in Italiano nella parola “consegna-fuori” evidenziando quindi che il significato estradizione fa riferimento proprio alla consegna di un soggetto verso un altro stato.

Ovviamente affinché possa essere concessa l’estradizione, a meno che non si tratti di una estradizione per reati politici, lo Stato che consegna la persona richiesta deve assumere informazioni concrete in merito ai diritti che saranno riconosciuti alla persona da estradare, nonché in merito alle condizioni detentive alle quali sarà sottoposta la persona nello stato estero, non potendo essere concessa l’estradizione in caso di rischio di violazione dei diritti umani.

Anche nel caso di estradizione dello straniero, infatti, l’articolo 698 del codice di procedura penale prevede espressamente che “Non può essere concessa l'estradizione per un reato politico quando vi è ragione di ritenere che l'imputato o il condannato verrà sottoposto ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di lingua, di opinioni politiche o di condizioni personali o sociali ovvero a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona."

È chiaro quindi che nei casi di estradizione passiva, a differenza dei casi di estradizione attiva, il rischio di una possibile violazione dei diritti umani fa sì che non si tenga in alcuna considerazione il reato che viene contestato alla persona richiesta, anche in caso di reato molto grave, non essendo tollerabile che una persona (anche una persona che ha commesso un reato molto grave) possa essere sottoposta a trattamenti detentivi “crudeli, disumani o degradanti”.

In questo caso la Corte di Appello di Roma ha confermato pienamente questo ragionamento, non facendosi in alcun modo condizionare dal gravissimo reato che veniva contestato all'imputato nelle Filippine (omicidio volontario), dimostrando quindi come, indipendentemente dal reato che viene contestato all'imputato, nelle estradizioni debba essere sempre attribuita importanza fondamentale al fatto che debbano essere sempre garantiti al detenuto i diritti fondamentali della persona, non potendo essere concessa una estradizione violazione diritti umani.

Quali sono i presupposti affinché si possa parlare di una possibile violazione dei diritti umani?

Devi sapere che sia nel caso di estradizione del cittadino Italiano, che nel caso di estradizione dello straniero la tutela dei diritti umani riveste sempre un ruolo di fondamentale importanza.

La Corte di Appello di Roma, in questo caso, nel negare l’estradizione verso le Filippine ha valutato proprio le gravissime condizioni di vita alle quali sarebbe stato sottoposto il detenuto nelle carceri nelle Filippine in caso di concessione dell’estradizione ritenendo che, così come riportato nella sentenza:

“la macroscopica eventuale violazione dei propri diritti fondamentali alla quale sarebbe sottoposto il soggetto ove inserito in un contesto detentivo quale quello descritto dalle Autorità Filippine nell’istituto di Batangas” costituiva una evidente violazione dei diritti umani.

In buona sostanza la Corte di Appello, così come veniva richiesto dalla difesa, ha dato massima importanza proprio alla questione del sovraffollamento all'interno del carcere di Batangas, luogo questo nel quale sarebbe dovuto essere trasferito il detenuto, dal momento che, sulla base delle informazioni arrivate dalle autorità Filippine, gli sarebbe stato garantito uno spazio vitale all'interno della cella nelle Filippine di soli 0,80 metri quadrati!

Si trattava in questo caso di una situazione che, a parere della Corte di Appello “confligge in maniera incontrovertibile con i principi tutelati dall’art. 698 comma 1 del nostro codice di rito”, in ragione dei quali, così come precedentemente già anticipato, il detenuto non può essere sottoposto “a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque ad atti che configurano violazione di uno dei diritti fondamentali della persona”. (Estradizione cpp art. 698 comma 1)

In questo caso, il ridottissimo spazio vitale che sarebbe stato riconosciuto al detenuto all'interno della cella nelle Filippine è stato considerato come una evidente violazione dei diritti umani, non trattandosi in alcun modo di uno spazio adeguato alla detenzione di un essere umano.

Quali sono i diritti garantiti al cittadino straniero in tema di estradizione?

Quanto previsto dal codice di procedura penale in materia di negazione dell’estradizione in caso di possibile violazione dei diritti umani prescinde totalmente dal fatto che si tratti di una richiesta di estradizione di cittadino Italiano o di una richiesta di estradizione dello straniero, non potendo essere concessa in alcun caso una estradizione in violazione dei diritti umani, indipendentemente dallo stato di appartenenza della persona richiesta.

In questo caso la stessa Corte di Appello di Roma, negando l’estradizione del cittadino delle Filippine, ha dimostrato chiaramente come la possibile violazione dei diritti umani debba essere giudicata in maniera assolutamente identica sia che si tratti di un cittadino Italiano, sia che si tratti, così come nel caso di specie, di un cittadino straniero.

Nel caso del cittadino Italiano, tuttavia, deve essere fatta solo una ulteriore precisazione dal momento che, oltre ai diritti riconosciuti in maniera generica a qualsiasi persona per la quale si richiede l’estradizione, viene riconosciuto anche il diritto a non essere estradato in caso di assenza di convenzioni internazionali che lo prevedano, oltre che il diritto a non essere estradato per reati politici (Estradizione, Costituzione art. 26).

In questo caso al cittadino Filippino sono stati riconosciuti tutti i diritti fondamentali da parte della Corte di Appello di Roma la quale, temendo una possibile violazione dei diritti umani nei confronti dell’imputato in caso di concessione dell’estradizione verso le Filippine ha rifiutato l’estradizione del nostro assistito verso la Repubblica delle Filippine, rimettendolo in libertà.

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