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Estradizione per omicidio: come abbiamo ottenuto la detenzione domiciliare per un nostro assistito

Estradizione e MAE · 2021-12-08

In questo articolo voglio spiegarti come abbiamo ottenuto la scarcerazione di un nostro assistito, accusato in Brasile per il delitto di omicidio, ed arrestato in Italia sulla base della richiesta di estradizione formulata nei suoi confronti dal Brasile. Dopo l’arresto in Italia, infatti, questa persona contattava i professionisti di Avvocato Penalista H24 , cercando un avvocato estradizione Brasile, ritenendo ingiusto il fatto di dover essere detenuto in carcere fino alla definizione del procedimento di estradizione in Italia. Dopo aver studiato attentamente il caso, nonostante il gravissimo reato che veniva contestato al nostro assistito, siamo riusciti ad ottenere l’applicazione di una misura cautelare meno grave rispetto al carcere, quale la detenzione domiciliare.

Come abbiano fatto? Te lo spiego in questo articolo.

Indice dei contenuti

L’antefatto

Il nostro assistito veniva tratto in arresto in Italia, sulla base di un mandato di arresto internazionale emesso nei suoi confronti dalle autorità giudiziarie Brasiliane in quanto veniva accusato, in detto stato, del delitto di omicidio aggravato.

Nello specifico, essendo stato emesso un mandato di arresto internazionale, lo stesso era gravato da una red notice di Interpol, pertanto la Polizia Italiana, una volta trovata questa persona in Italia, procedeva immediatamente all’arresto dello stesso.

Si apriva, pertanto, un procedimento di estradizione passiva in Italia nel quale, al fine di evitare la fuga del nostro assistito, veniva applicata la misura cautelare della detenzione in carcere, ritenendo la Corte di Appello verosimile che il nostro assistito, nel caso in cui fosse stata applicata una misura cautelare che concedesse allo stesso una maggiore libertà di movimento, potesse allontanarsi dal territorio nazionale e darsi inesorabilmente alla fuga.

Una volta portato in carcere, quindi, lo stesso si rivolgeva al nostro studio legale al fine di verificare la possibilità, con l’aiuto di un avvocato estradizione Brasile, di non essere estradato in Brasile, ritenendo ingiusta l’accusa di omicidio che gli veniva mossa in detto Stato, e di ottenere, nell’attesa della definizione del procedimento di estradizione, l’applicazione di una misura cautelare meno grave rispetto alla detenzione in carcere.

La contestazione

Come ti dicevo, nei confronti del nostro assistito veniva contestato il delitto di omicidio volontario per fatti commessi diversi anni prima, in Brasile, delitto questo punito in Brasile con una pena molto severa (fino a 30 anni di reclusione).

Questa è la contestazione che veniva fatta al nostro assistito:

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La Corte di Appello di Bologna, anche in ragione della contestazione di tale tipo di delitto, assolutamente gravissimo, riteneva che non potesse essere concessa nessun’altra misura cautelare se non la detenzione in carcere, essendo tutte le altre misure non idonee a garantire la salvaguardia del pericolo di fuga.

Leggi qui cosa hanno scrtto sui quotidiani nazionali.

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Ecco i link alle notizie:

Cosa prevede la Legge Italiana

La Legge Italiana in materia di estradizione prevede la possibilità di applicare alla persona richiesta da un altro Stato, al fine di dare attuazione ad un mandato di arresto internazionale, una misura cautelare così che, attraverso la stessa, possa scongiurarsi il pericolo che questa persona possa darsi alla fuga prima della definizione del procedimento di estradizione.

In buona sostanza, quindi, nel caso in cui venga formulata una richiesta di estradizione, l’Italia è tenuta a garantire allo Stato richiedente che questa persona non si allontanerà dal territorio dello Stato Italiano prima che l’Italia abbia definitivamente deciso in merito alla richiesta di estradizione.

L’unica esigenza cautelare che va tutelata, quindi, è il pericolo di fuga della persona richiesta.

Se vuoi approfondire maggiormente il tema dell’estradizione, ti invito a leggere questo articolo nel quale ti spiego nel dettaglio cosa fare e come difenderti in caso di procedimento di estradizione in Italia.

Come viene applicata la misura cautelare

Essere sottoposto ad una misura cautelare nel corso di un procedimento di estradizione non significa che l’estradizione sarà necessariamente concessa dal momento che, come ti dicevo prima, con l’applicazione della misura cautelare la Corte di Appello deve solo garantire che la persona non si allontanerà dal territorio nazionale, dovendo scongiurare esclusivamente il pericolo di fuga.

In ogni caso devi sapere che, anche in materia di estradizione, la Corte di Appello è sempre tenuta ad applicare la misura cautelare meno afflittiva possibile nei confronti della persona richiesta al fine di salvaguardare sia il pericolo di fuga della persona che, chiaramente, la libertà personale della persona sottoposta al procedimento di estradizione.

L’articolo 714, comma 2 del codice di procedura penale, infatti, rende di fatto operante, anche nella materia della custodia cautelare per ragioni estradizionali, il principio generale della custodia in carcere come extrema ratio sancito dall'articolo 275 comma 3, primo periodo, del codice di procedura penale.

Devi sapere infatti che, la stessa Corte di Cassazione, (Cass. pen., Sez. VI, 12-3- 2002, Corbu, in Cass. Pen., 2003, 177) ha rappresentato come, “Ai fini dell'emissione di misure coercitive nei confronti di persona richiesta di estradizione dall'estero, devono ritenersi applicabili, ai sensi dell'art. 714, 2° c.p.p. e quindi nei limiti della compatibilità, le disposizioni di cui agli artt. 274 e 275, con la conseguenza che il giudice è tenuto a valutare in concreto la sussistenza del pericolo di fuga, tenendo conto di tutte le circostanze della fattispecie reale, compresa la personalità dell'estradando, ed a graduare l'afflittività della singola misura alla natura e al grado delle esigenze cautelari da soddisfare, ben potendo la consegna estradizionale essere assicurata anche mediante cautele diverse dalla custodia in carcere”.

In questo caso, quindi, è la stessa Legge a prevedere che il Giudice, indipendentemente dalla gravità del reato che venga contestato nello Stato estero alla persona nei cui confronti venga richiesta l’estradizione, possa applicare una misura cautelare meno grave rispetto al carcere, dovendo il carcere essere sempre visto come “l’ultima spiaggia”, ed essere applicato esclusivamente quando tutte le altre misure cautelari siano ritenute inidonee a salvaguardare il pericolo di fuga.

È molto importante, quindi, in caso di arresto per un procedimento di estradizione, rivolgersi immediatamente ad un avvocato estradizione Brasile, che conosca bene la materia internazionale, al fine di salvaguardare al massimo le esigenze di libertà della persona.

La strategia difensiva

Il nostro Studio Legale, analizzato attentamente il caso, improntava una strategia difensiva finalizzata ad ottenere la scarcerazione immediata del nostro cliente.

In sostanza, la difesa rappresentava alla Corte di Appello di Bologna che la misura cautelare della detenzione in carcere non fosse affatto l’unica misura idonea a scongiurare il pericolo di fuga dall’Italia del nostro assistito.

Infatti, nonostante il nostro assistito non vivesse in Italia e non avesse parenti in Italia, la difesa di avvocato estradizione Brasile dimostrava come già solo con il ritiro del passaporto si sarebbe potuto scongiurare il pericolo di fuga dall’Italia, dovendo in ogni caso la Corte di Appello applicare la misura cautelare meno afflittiva possibile al fine di garantire al massimo i diritti della persona richiesta.

Chiaramente, nonostante il reato contestato al nostro assistito fosse molto grave, prevedendo la possibilità di applicare la pena della reclusione in Brasile fino a 30 anni, il carcere non era affatto l’unica misura cautelare applicabile!!

Si chiedeva, infatti, che potesse essere applicata quantomeno la misura cautelare della detenzione domiciliare la quale, nella sostanza, avrebbe garantito la salvaguardia dell’esigenza cautelare del pericolo di fuga in egual maniera rispetto alla detenzione in carcere.

Il nostro assistito, tuttavia, in caso di applicazione degli arresti domiciliari avrebbe potuto riabbracciare la propria famiglia e riacquistare la serenità perduta nel corso della detenzione in carcere.

La decisione della Corte di Appello

La Corte di Appello di Bologna accoglieva la nostra tesi ritenendo che, nel caso di specie, nonostante la gravità del reato, le esigenze cautelari potessero essere garantite in egual misura con l’applicazione della misura cautelare della detenzione domiciliare.

Documento

Il nostro assistito ha accolto con infinita felicità la decisione della Corte di Appello la quale – come detto – ha accolto in pieno la nostra tesi ed ha disposto la sua scarcerazione: il nostro cliente, dopo lo spavento, ha potuto riabbracciare finalmente la propria famiglia, avendo quindi la possibilità di affrontare il processo di estradizione in Italia con maggiore serenità, evitando il carcere.

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Domande frequenti

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